Viene in mente davvero Benigni, forse il miglior Benigni di sempre, quello di Daunbailo’, quando si scopre il sito di Scrim , che intanto affascina per la sintesi totale della url (http://scr.im ).
A che cosa ci serve Scrim? A proteggere il nostro indirizzo mail, troppo ghiotto per gli spammers. Sappiamo bene che se lo pubblichiamo in qualsiasi pagina web, potrebbe anche essere il manuale di istruzioni di un tostapane polacco, in dieci minuti la nostra casella si riempie di schifezze che vanno dai farmaci portentosi agli inviti, in bielorusso, delle poste italiane. I robot che scrutano il web e rubano indirizzi saranno anche stupidi ma non dormono mai.
Scr.im ci dà una piccola mano. In pochi secondi impostiamo l’indirizzo che vogliamo proteggere, scegliamo una url che ci piace, ma che inizierà sempre per http://scr.im/ (se non è disponibile quella che vogliamo, ci suggerisce lui) e poi gli chiediamo con un click di proteggere la nostra mail.
A quel punto potremo indicare nella nostra firma, nel sito o dovunque ci piaccia semplicemente quella url ossia http://scr.im/quellochecipare….
Chi va in quella pagina troverà non la nostra mail, ma uno di quei veloci check antirobot che ci invitano a scegliere , tra dodici possibilità, quella che riproduce un codice alfanumerico riportato a fianco (per fortuna non ce lo fanno riscrivere, come capita mille volte con estremo fastidio, a mio parere). Lo chiamano quick humanity check e se ci pensate un attimo scoprite che è un termine fantastico: mi ha fatto venire in mente Philip Dick.
Et voilà, dopo l’humanity check il nostro indirizzo mail appare.
Piu’ facile da vedere che da leggere. Per esempio, se volete la mia mail andate su http://scr.im/ettore .
E se poi non ci piace questo sistema, c’è sempre CHXO (ma come si legge?) che in 4 e 4 8 ci genera una immagine del nostro account di posta, che possiamo poi incollare quà e là nei nostri testi o pagine web, tanto il robot non se ne accorge mica (linguaccia).
